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Diritto del lavoro · 14 maggio 2026

Licenziamento per giustificato motivo oggettivo: cosa cambia nel 2025

Una guida pratica per aziende e lavoratori sui nuovi orientamenti giurisprudenziali in materia di GMO, repêchage e onere della prova.

Documenti e penna su scrivania di studio legale

Il licenziamento per giustificato motivo oggettivo (GMO) resta uno degli istituti più delicati del diritto del lavoro. Negli ultimi mesi la Corte di Cassazione è tornata più volte sul tema, ridefinendo i confini dell'obbligo di repêchage e del nesso di causalità tra riorganizzazione aziendale e recesso.

Il quadro normativo

L'art. 3 L. 604/1966 individua nel GMO le "ragioni inerenti all'attività produttiva, all'organizzazione del lavoro e al regolare funzionamento di essa". Il datore di lavoro deve dimostrare in giudizio la sussistenza effettiva della riorganizzazione e l'impossibilità di un diverso impiego del lavoratore.

Onere della prova e repêchage

La giurisprudenza più recente impone al datore di lavoro un onere probatorio rigoroso: non basta allegare la soppressione del posto, ma occorre dimostrare di aver verificato ogni possibile ricollocazione, anche in mansioni inferiori, con il consenso del lavoratore.

Consigli operativi

  • Documentare in modo organico il processo riorganizzativo.
  • Conservare evidenza scritta del tentativo di repêchage.
  • Valutare percorsi conciliativi prima del recesso.
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